Siete quisindaco

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Giunta - Assessori

Elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009

Seduta 27 Settembre 2011

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Convocazione del Consiglio Comunale

martedì 27 Settembre alle ore 20.00

 

Risparmia con il Sole

logo_risparmia_solegiovedì 28 luglio 2011 alle ore 21.00,  presso la Biblioteca Comunale, verrà presentato il NUOVO CONTO ENERGIA, le detrazioni del 55% e le caratteristiche del G.A.S. 2011. Saluti del Sindaco Water BARIN, introduzione dell'Assessore Ambiente Gianni MINAZZO e relatore Andrea Nicolello Rossi, Sportello Energia. Inoltre non mancheranno le Aziende vincitrici del G.A.S. 2011.

Seduta 24 maggio 2011

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Convocazione del Consiglio Comunale

martedì 24 maggio 2011 alle ore 20.00

 

Incontro con l' ADICONSUM

logo_comuneL'ADICONSUM di Padova in collaborazione con il Comune di Solesino organizza lunedì 17 gennaio 2011 alle ore 20.30, presso la Biblioteca Comunale, un incontro sul tema: "Più chiarezza sul digitale terrestre, telefonia mobile, fissa e contratti Gas."

Introduce il Sindaco Walter BARIN e relatore il Segretario Regionale dell'Adiconsum Walter RIGOBON.

Servizio Carte d'Identità

carta_identitàSoppresso il limite minimo ...

Nuove Elezioni.

Il primo Giugno è stato eletto il nuovo Consiglio Comunale dei ragazzi, il nuovo Sindaco è l'alunna Longhin Giorgia. A presto ci sarà la presentazione della nuova squadra ed il programma che si intende realizzare.

Consiglio Comunale Straordinario - Intervento Sindaco Walter BARIN

logo_unita_italia_anniversarioMercoledì 16 marzo 2011 Convocazione del Consiglio Comunale Straordinario in occasione dei festeggiamenti per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.  Intervento del Sindaco Walter Barin.

Consiglieri presenti: Barin Walter, Garavello Marco, Liviero Marita Vittoria, Bellucco Osvaldo, Minazzo Gianni, Canazza Adriano, Garavello Andrea, Bovo Silvano, Turra Nereo, Beggiato Roberto, Gallo Moreno, Narenti Claudia, Gazzola Umberto, Trevisan Giovanni.

Consiglieri assenti: Rocca Lavinia, Bardozzo Sandro, Cibin Renzo.

Intervento del Sindaco Walter Barin: Abbiamo ritenuto doveroso convocare questa sera, 16 marzo 2011, un Consiglio Comunale straordinario per partecipare, come Comune, ai festeggiamenti che stanno interessando tutta la nostra Penisola per la ricorrenza dei 150 anni dell’unità d’Italia, avvenuta come tutti sappiamo nel 1861. Alla luce della stagione politica e sociale che stiamo vivendo nel nostro Paese, il valore simbolico espresso da questa celebrazione acquista una forza ed una rilevanza che non vanno sottovalutate né dimenticate. Motivo per il quale abbiamo ritenuto opportuno coinvolgere anche tutta la cittadinanza nel ricordo di questa data come tappa fondamentale della storia di tutti noi, invitando ad esporre presso le case una bandiera tricolore. Il percorso che ha portato alla formazione del Regno d'Italia è iniziato dopo il Congresso di Vienna del 1815, ma il regno è stato istituito dopo la fine della Seconda Guerra di Indipendenza e la spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi. In circa due anni, dalla primavera del 1859 alla primavera del 1861, nacque, da un 'Italia divisa in sette Stati, il nuovo Stato, che non aveva tradizioni politiche univoche, ma si basava su una nazione culturale di antiche origini che costituiva un forte elemento unitario in tutto il paese. Uno Stato, in altre parole, che ancora cinque secoli prima dell'unità aveva un’effettiva coscienza nazionale, anche se priva di forma politica. Nel 1861, con la prima convocazione del Parlamento Italiano, è stato proclamato il Regno d'Italia, al quale mancavano ancora Veneto e Friuli, Roma, Trentino-Alto Adige e Venezia Giulia, territori che sarebbero entrati qualche anno dopo. La storia dell’Unità d’Italia è legata indissolubilmente a nomi di personaggi come Garibaldi, Mazzini, Cavour – personaggi dei quali tutti noi conosciamo le gesta e che rappresentano storicamente il Risorgimento della nostra nazione. Ma festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia significa ricordare anche tutti quei giovani e quei futuri italiani che con le loro idee, il loro coraggio, la loro solidarietà e il loro entusiasmo hanno permesso a noi oggi di poterci chiamare, per l’appunto, ITALIANI, indipendentemente dalla Regione e dalla Provincia in cui abitiamo. Essere italiani ci deve rendere fieri sotto ogni punto di vista: culturale, sociale, economico, artistico, storico. Non nascondo di sentirmi profondamente patriottico ed orgoglioso, anche in qualità di Sindaco, di rappresentare ufficialmente il nostro Stato, la sua storia e le sue tradizioni, patria di grandi uomini e di grandi imprese. Alla luce delle profonde ed irreversibili trasformazioni che stanno interessando la nostra società negli ultimi anni, credo la sfida che ci attende ora come nazione sia grande: dimostrare la nostra capacità di aprirci verso questi cambiamenti, affrontandoli con responsabilità e lungimiranza, senza paura di ciò che non conosciamo, ma cogliendo le opportunità nelle difficoltà. Nel riconoscimento delle regole e dei principi di rispetto del prossimo che nessuno deve violare, italiano o straniero che sia, è necessario, se vogliamo vincere questa sfida, mettere in pratica quella solidarietà e quell’idea di aiuto reciproco che hanno animato, 150 anni fa, i nostri patrioti, seppur appartenenti a territori e regni diversi. Solo un grande sforzo comune, ha consentito di riunire sotto un’unica bandiera la nostra penisola.  prendo spunto da questi ultimi concetti, per un accenno al tema del federalismo: penso sia giunto il momento che alcune importanti funzioni vengano decentrate ed assegnate agli enti locali. Questa riforma del nostro sistema non deve, però, essere in alcun modo macchiata da forme di egoismo e di ostilità, lungi da strumentalizzazioni politiche ed atti più o meno mascherati di razzismo. Ricordare il nostro luminoso passato, orgogliosi di esserne i figli, non è sufficiente per onorare il sacrificio e la laboriosità di coloro che ci hanno preceduto. A noi spetta un altro grande compito: costruire un futuro, anzi il futuro della nostra nazione e, nel nostro piccolo, del nostro territorio e del nostro Paese, soprattutto se consideriamo l’incarico che i nostri concittadini ci hanno affidato, permettendoci di entrare in questo Consiglio Comunale. Giuliano Amato, incaricato di vigilare sulle celebrazioni di questi 150 anni, ha espresso molto chiaramente questo concetto, sostenendo che “il sentimento nazionale non può nutrirsi soltanto di passato… ma si nutre del futuro comune. Se il futuro non c’è, il passato viene visto solo nei suoi momenti di divisione”.  Questo compito non richiede da parte nostra gesta eroiche o atti di sacrifico estremo, come è stato nel Risorgimento, ma, molto più semplicemente, ci chiama a svolgere con coraggio, forza e lungimiranza il nostro ruolo di amministratori, lavorando con serietà ed onestà, senza mai dimenticare che anche noi, con le nostre piccole azioni e le nostre seppur limitate decisioni, stiamo costruendo qualcosa che lasceremo ai nostri figli e che rappresenterà il loro futuro. L’esempio che gli eroi dei Risorgimento hanno dato agli Italiani deve trasformarsi, nella nostra realtà, nell’esempio che noi siamo chiamati a dare ai nostri cittadini, al di là degli schieramenti politici e della nostra storia. Non di tratta di retorica o di parole di circostanza, ma si tratta di principi necessari se vogliamo amministrare con responsabilità e coscienza il nostro paese. La nostra stessa Costituzione, che rappresenta la guida per la nostra nazione, è nata dall’opera accorta e congiunta di uomini politici che derivavano da estrazioni diverse: pensiamo ad Alcide De Gasperi, allora presidente del Consiglio, ed Umberto Terracini, presidente dell’Assemblea Costituente che, pur nelle differenze di partito e di ideologie, hanno steso la Costituzione con un solo obiettivo, ossia il bene del Paese. Vi chiedo, colleghi consiglieri e pubblico presente, al termine del Consiglio Comunale, di ascoltare tutti assieme e, per chi vuole, di intonare il nostro inno nazionale, che rappresenta la massima espressione dell’unione del nostro Stato. Un inno scritto da un ragazzo di soli 21 anni, Goffredo Mameli, che con queste parole ha espresso tutte le sue speranze, i suoi desideri, i suoi credo. Vorrei che anche i nostri giovani, in occasione di questa ricorrenza, potessero essere depositari di valori come la democrazia, la solidarietà, il senso della nazione per continuare a scrivere con orgoglio e passione la continuità della storia dell’Italia.

 

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